365 Portrait Project

Un tempo si considerava la fotografia una sorta di furto dell’anima, questo
perché veniva percepita come strumento quasi “magico”, che riusciva a fermare un istante (agli albori neanche tanto breve) mostrando poi dei lati talvolta nascosti dei soggetti immortalati.I ritratti, che inizialmente costituivano la forma più diffusa di fotografia, riuscirono sin da subito a trasmettere una serie di emozioni che davano vita a discussioni aperte sui soggetti, questo perché ogni osservatore poteva cogliere elementi diversi e percepire sensazioni contrastanti rispetto ad altri.
Io personalmente trovo in queste caratteristiche la “potenza” della fotografia e nello specifico della Fotografia di ritratto.
Ovviamente non si può parlare di Fotografia senza menzionarne un altro grande punto di forza, ovvero il “Fermare il tempo”; di fatto chi acconsente a farsi fotografare, quasi sempre lo fa in nome della
celata voglia di “Immortalità” che è insita in ogni essere umano; o per lo meno questo è quello che mi piace credere.
Il progetto “365 Portrait Project”, che ho deciso di intraprendere dal primo Gennaio 2019 e che terminerà il 31 Dicembre del medesimo anno, consta nella realizzazione di 365 Ritratti di Persone, donne, uomini, bambini, personaggi famosi e non, insomma di tutti coloro che, superando magari una iniziale
diffidenza o vergogna verso la fotografia, hanno deciso di farsi immortalare per sempre, e pubblicare sui Social Network (Facebook e Instagram) tali ritratti, con cadenza giornaliera.
Uno dei punti di maggior rilievo sociale del progetto, lo identifico  nella varietà dei soggetti, e non solo distinguibili per sesso o età , ma anche per provenienza geografica, visto che ho realizzato parte dei ritratti anche fuori dalla Sardegna e dall’Italia.
Detto questo, non bisogna tralasciare il grande impatto emotivo che una raccolta di 365 ritratti può dare, a chi ha il piacere di osservarla, basti pensare alla soggettività dello sguardo che ognuno di noi mette dinanzi ad una fotografia, e di conseguenza alla diversa gamma di emozioni che si prova incrociando gli sguardi in essa immortalati.
A tal proposito vorrei sottolineare come potremmo discorrere per ore sul significato storico e sociale che un progetto del genere potrebbe avere, ma che a niente servirebbe perspiegare effettivamente ciò che ognuno di noi potrebbe provare semplicemente osservando.